
E dovrebbe farci riflettere il fatto che sovente, le cose che chiamiamo PIU’IMPORTANTI, sono del tutto indegne di diventare Ricordi.

E dovrebbe farci riflettere il fatto che sovente, le cose che chiamiamo PIU’IMPORTANTI, sono del tutto indegne di diventare Ricordi.

Come un’onda vorrei essere, dentro un mare di cristallo, leggera come il turchese dell’acqua, trasparente come il vetro della scia d’una piroga…non più schiava del Tempo e delle stagioni, immersa dentro una vita paga di sè stessa, intrisa di Stupore e Meraviglia, dove la musica è il suono dell’Oceano e il Silenzio il sussurro dell’Anima…Vorrei non dover indossare vestiti che non mi appartengono e non aver più la sensazione di quel Tempo infido che sfugge via senza che io l’abbia saputo veramente riempire di Significato…

Immersa nel Silenzio, trovai le parole,
mi appesi ad una nota
e m’accorsi che la voce stava già danzando
Dalù

Vorrei viaggiare incontro al Sole e al Vento
con una valigia con molti nomi di città,
Vorrei lasciar un occhio piangere per le foglie d’autunno,
e l’altro sorridere dietro musica d’estate.
Vorrei un cappello fuorimoda per cavalcar le Onde
e consumare la mia vita in Mare.
E un’anima di bimba vorrei
per rendere a ogni sogno la possibilità d’esistere.
Dalù
Pensavo di realizzare un mobile…decorato così!

cielo e non altro:
il cupo cielo, pieno di grandi stelle,
il cielo in cui sommerso
mi parve quanto
mi parea terra.
E la terra sentii nell’universo,
sentii fremendo, ch’era del cielo anch’ella;
e mi vidi quaggiù piccolo e sperso
errare tra le stelle, in una stella.
G. Pascoli